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Una ricognizione che insegna, uno sguardo che libera

 24 novembre 2025 Mia cara Anna, è da tempo che non ti scrivo e ancor di più che non lo faccio su questo blog. Mi decido a farlo ora perché tra qualche ora vivrò un momento che attendo e temo allo stesso tempo. Sono passati dieci anni, due mesi e quattro giorni da quando ci hai lasciati e due giorni dopo è stata l'ultima volta che ho guardato il tuo corpo prima che fosse coperto e sigillato in una bara. Tra qualche ora quella bara sarà riaperta per effettuare la ricognizione necessaria prima del tuo trasferimento nell'ossario. Domani, quindi, sarà l'ultima volta che vedrò il tuo corpo su questa terra.  Sono teso e attendo trepidante quel momento.  Pensavo e temevo di non aver dedicato sufficiente tempo per prepararmi a questo importante evento, eppure, ora mi accorgo che dentro di me, la consapevolezza di quanto sta per accadere ha lavorato nonostante il caos di questo ultimo periodo. Ora mi accorgo che, lì nel profondo del mio cuore, il pensiero di questo passaggio ormai...

Ciao Paolo, fratello di elezione

 Ore 16.49: il messaggio che non avrei mai voluto leggere. Sei andato via in silenzio e, mi dicono, solo. Piango per la tua morte, come si piange per un fratello. Perché i fratelli e le sorelle di sangue non ce li scegliamo, ma alcuni lo diventano per elezione. Tu, Paolo, sei uno di quelli. Ora che mi sono ripreso un attimo dalla botta di dolore, sento riaffiorare tutti i ricordi più belli del tempo passato insieme. E a quei ricordi mi aggrappo e sorrido. Ti conobbi nel 2011, a fine ottobre, durante la settimana del tirocinio precedente la mia assunzione nella Cooperativa Nuove Risposte, quella che, a tutti gli effetti, è diventata la tua famiglia. Eri un utente, ma eri molto più che quello. Quando arrivai da te con il collega che faceva da tutor, ti trovai a letto, come al solito. Elena, la tua badante uscì per fare la spesa e tua madre, la mitica signora Agnese, già ad uno stadio avanzato di Alzheimer, era in cucina a guardare la TV. La seconda volta che ti vidi, ero da solo, imp...

Se avrai paura allora stringimi le mani

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Questa notte è terminato Sanremo 2023. Mengoni vincitore prevedibile già dalla prima sera e, dopo di lui, il carosello di canzoni, belle e brutte cantate su quel palco con frequenti note stonate. Chissà, forse ci sono stati problemi con l'audio e i fonici. Comunque, ora il futuro di quelle canzoni è tutto da scrivere e fra qualche tempo potremo dire davvero qual è quella che ha avuto più successo. Come sempre accade, ci sono canzoni – almeno tra quelle che piacciono o che hanno un motivo orecchiabile e allegro – che entrano in testa e, spesso, nel cuore, evocando una teoria di immagini, ricordi, affetti e persone tra le quali poi, qualcuna si fissa indelebilmente facendo sì che ad ogni ascolto quella persona, quel ricordo, quel pensiero torni prepotentemente nelle immagini che si formano mentre le parole scivolano sulle note. Tra le canzoni che quest'anno hanno trovato posto sul palco dell'Ariston ce n'è una che ha un fortissimo potere evocativo. In quel testo...